Tsipras: uniti sull’accordo o lascio. Fmi: debito insostenibile, va tagliato

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europa-grecia“Senza il vostro sostegno sarà difficile per me restare premier. O stasera siamo uniti, o domani cade il governo di sinistra”. Questo lultimatum che il primo ministro greco Alexis Tsipras avrebbe lanciato ai parlamentari del suo partito (Syriza) nel giorno in cui il Parlamento ellenico è chiamato a dare, entro la mezzanotte,  il via libera al pacchetto di riforme concordate a Bruxelles per evitare l’uscita dall’euro. Anche senza l’appoggio di Syriza il piano dovrebbe essere comunque approvato. In soccorso del premier dovrebbero infatti arrivare i voti dell’opposizione con Pasok, To Potami e Nea Demokratia in grado di garantire i numeri necessari all’approvazione. Si tratta in ogni caso corsa contro il tempo complicata dall’emorragia in corso all’interno dell’esecutivo. Oggi si sono dimessi il viceministro delle Finanze Nantia Valavani e il segretario generale del ministero dell’Economia Manos Manousakis, entrambi molto critici sull’accordo raggiunto tra Atene e i creditori internazionali, mentre 109 membri del comitato centrale di Syriza (il partito di Tsipras) su 201 si sono detti contrari all’intesa con l’Eurozona.  Clima incandescente anche fuori dai palazzi della politica con lo sciopero dei dipendenti statali, il blocco delle corse della metro e la serrata delle farmacie. Sul fronte europeo intanto, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha reso noto in conferenza stampa che è stato proposto l’uso del fondo salva-Stati (Efsm) per il prestito ponte da 7 miliardi, ma alcuni Paesi hanno serie preoccupazioni in merito e sarà necessario superare delle “difficoltà politiche”. Notizie poco confortanti sulle prospettive di salvataggio di Atene arrivano anche dal Fondo monetario internazionale. In una nota interna ripresa dalle principali agenzie di stampa, l’Fmi ha sottolineato che, senza un taglio consistente, la Grecia non sarà in grado di sopportare il peso del proprio debito pubblico, un alleggerimento sarebbe necessario per consentire al Fondo guidato da Christine Lagarde di partecipare a qualsiasi piano di salvataggio. Le opzioni secondo l’Fmi sono due: o un taglio del debito greco o un periodo di grazia (cioè una moratoria) sui pagamenti di 30 anni. A questo proposito è intervenuto il portavoce del ministero delle Finanze tedesco Martin Jaeger che, alla domanda sull’eventualità di allungare le scadenze a 30 anni o più,  ha risposto: “Si tratta certamente di un elemento che può essere considerato, ma non sarà la soluzione se porterà a una significativa riduzione del valore del debito perché non vogliamo un haircut (sconto) camuffato”. La Germania, ha spiegato Jaeger, ha preso seriamente il giudizio dell’Fmi sul debito ellenico ma Berlino crede che la sostenibilità possa ancora essere raggiunta attraverso riforme fiscali e strutturali e con la crescita economica.

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