Unioni civili: al via la discussione in Senato, bocciate le pregiudiziali di costituzionalità. Nessun passo indietro su stepchild adoption

in Parlamento, Politica


senato“Perché i diritti non possono e non devono rimanere dei sogni”. Così la senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà ha concluso il proprio intervento da relatrice del disegno di legge sulle unioni civili che porta il suo nome e che oggi è stato incardinato in Aula al Senato dopo la bocciatura delle questioni pregiudiziali sui presupposti di costituzionalità del testo. A dire no, con voto segreto, una larga maggioranza di cui fa parte, oltre al Movimento 5 stelle, anche la compagine Ala, Alleanza liberal-popolare, guidata da Denis Verdini, che oggi con una nota del portavoce Vincenzo D’Anna, ha reso nota l’intenzione di votare no alle questioni di costituzionalità insieme alla maggioranza. La discussione sul provvedimento andrà avanti fino all’11 febbraio, quando è previsto il voto finale sul testo, ma molto dipenderà dall’evolversi e dall’entità degli interventi dei senatori. Nel frattempo si procederà con le votazioni degli emendamenti che al momento restano 6104, di cui 5mila  firmati dalla Lega Nord. “Ritireremo il 90% delle proposte lasciandone circa 500, a condizione che ci sia permesso di discutere e votare nel merito le questioni”, ha spiegato il capogruppo del Carroccio al Senato Gianmarco Centinaio, “Insomma noi siamo pronti a cancellare circa 4500 emendamenti – ha precisato – purché non ci siano né canguri, né strozzamenti del dibattito“. Intanto nessun passo indietro da parte del Partito democratico sulla stepchild adoption, la norma che consente l’adozione del figlio biologico del partner, nonostante la proposta di accordo del ministro dell’Interno e leader di Area popolare, Angelino Alfano.

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