Camera, via libera a riforma processo penale. Caos in Aula, M5S: è una legge bavaglio
in Parlamento
La Camera ha approvato il ddl che riforma il processo penale e delega il governo in materia di ordinamento penitenziario. Approvato con 314 voti a favore, 129 contrari e 51 astenuti, il testo che passa al Senato è composto da 35 articoli contro cui promettono ancora battaglia M5S, Lega e Sel. Prevede l’estinzione del reato per condotte riparatorie (la regola è che il danno sia riparato prima che abbia inizio il dibattimento), l’ampliamento dei diritti della parte offesa di conoscere lo stato del procedimento a 6 mesi dalla denuncia, l’aumento della pena minima per furto e la rapina e per il voto di scambio politico-mafioso, che dagli attuali 4-10 anni passerà a 6-12. Le norme puntano a dare tempi certi alle indagini e il ricorso per cassazione subisce un incisivo restyling. Il governo è delegato inoltre a riformare i giudizi di impugnazione e le intercettazioni, per le quali sono previsti principi a tutela della riservatezza delle comunicazioni e una nuova fattispecie penale (punita con la reclusione non superiore a 4 anni) a carico di quanti diffondano il contenuto di conversazioni fraudolentemente captate, solo per arrecare danno alla reputazione. La punibilità è esclusa quando le registrazioni sono utilizzabili in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. “La delega – ha spiegato il dem Walter Verini – contiene un contemperamento tra la necessità di fare le indagini con il diritto di cronaca e l’esigenza di non violare la privacy dei cittadini che non c’entrano niente”. Durissimo il M5S che oggi ha creato disordine in Aula al grido “è una “legge bavaglio“.
