Anticontraffazione, Pd presenta proposta Cenni (Pd): “Esame referente al via a fine maggio”

in Parlamento


contraffazione“Portiamo avanti una battaglia contro il fenomeno della contraffazione, che investe il 2,5% del commercio mondiale e il 5% delle importazioni Ue”. Lo ha affermato questa mattina, in conferenza stampa alla Camera, Susanna Cenni (Pd), prima firmataria della proposta di legge in materia di contrasto al fenomeno della contraffazione e delega al governo per la disciplina delle filiere etiche di produzione, importazione e distribuzione.

La dem, nel presentare la pdl insieme al capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ha fornito alcuni dati del fenomeno, che in Italia “colpisce particolarmente settori come abbigliamento firmato, farmaci e giocattoli con gravi conseguenze per il nostro made in Italy e le imprese che investono”.

“Il testo – ha riferito a ES-pressa la Cenni – dovrebbe iniziare il suo iter in commissione Attività produttive (referente ndr) a fine maggio o comunque prima dell’estate“. In 8 articoli, la proposta si prefigge l’obiettivo di aumentare l’efficacia delle misure per prevenire e contrastare la contraffazione dei prodotti industriali, promuovendo al tempo stesso il made in Italy e assicurando tutele, diritti e sicurezze ai consumatori e alle attività imprenditoriali in un sistema di libera e trasparente concorrenza (articolo 1). L’articolo 2 invece istituisce il coordinatore nazionale degli interventi contro la contraffazione e la pirateria presso la presidenza del Consiglio; il 3 crea il Coordinamento delle informazioni investigative in materia di contraffazione con cui il Corpo della guardia di finanza, la Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari dovranno individuare forme di coordinamento e armonizzazione. Viene inoltre disposta l’istituzione di una banca dati nella quale vengono raccolte tutte le risultanze relative alle indagini e ai sequestri effettuati.

L’articolo 4 promuove accordi territoriali per favorire il contrasto dei fenomeni di contraffazione e vendita dei prodotti tutelati dalle norme sulla proprietà industriale, di uso illecito dei titoli di proprietà industriale e di falsa indicazione dell’origine dei prodotti. L’articolo 5 reca disposizioni in materia di risorse in favore degli enti locali. L’articolo 6 promuove l’introduzione, da parte delle aziende, di sistemi di tracciabilità attestati da codici multidimensionali e non replicabili per i prodotti industriali e agroalimentari. All’articolo 7 è prevista una delega al governo per adottare un decreto legislativo per disciplinare le filiere etiche di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti. L’articolo 8 infine modifica l’articolo 514 del codice penale inserendo i reati relativi alla contraffazione nei delitti contro l’industria e il commercio.

Aspetto centrale del testo per la deputata dem è la figura del coordinatore nazionale, “con poteri infinitamente più forti e che sia una voce unica, rappresentata da un sottosegretario o un esperto. Vogliamo affinare le sanzioni e la lotta attraverso un’azione sistematica – ha concluso la Cenni – perché dove c’è contraffazione c’è sfruttamento“.

Il capogruppo dem Rosato ha infine aggiunto alcuni dati su quanto incidono i prodotti contraffatti sull’economia italiana: “17 miliardi di euro sottratti all’economia legale, pari allo 0,45% Pil e 100mila posti di lavoro persi“.

La proposta di legge della Cenni in sede di esame referente potrebbe essere abbinata con la pdl sulla riforma del codice penale in tema di contraffazione a firma del presidente della commissione bicamerale  d’inchiesta sulla contraffazione, Mario Catania (Scelta Civica), presentata lo scorso 18 dicembre 2015 nelle commissioni Attività produttive e Giustizia (referenti) le quali non hanno ancora avviato l’esame del testo.

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