Camera, Anticontraffazione: circa 700 segnalazioni di reato nel 2014. Con money transfer riflusso soldi illeciti
in Economia, Parlamento, Politica
“La contraffazione non è solo il commercio di falsi in strada, ma è uno dei business principali della criminalità organizzata e travalica i confini statali”. Così oggi Mario Catania (SC), presidente della commissione Anticontraffazione nel corso dell’audizione dei procuratori aggiunti della Procura di Roma, Michele Prestipino e Agnello Rossi per il lavoro di revisione del codice penale in materia di contraffazione su cui è impegnato il gruppo di lavoro. Il procuratore Rossi dopo aver parlato di attività illecite in rete ha spiegato quanto possano essere decisivi il “sequestro preventivo” e le “sanzioni penali” nella lotta alla contraffazione sottolineando che per i soggetti dediti alla contraffazione possono essere adottate misure di prevenzione. Fra i vari temi trattati, il procuratore aggiunto ha parlato del sistema del money transfer attraverso il quale avviene il maggior riflusso dei proventi della contraffazione: nell’ultimo anno solo 7 esercizi romani hanno trasferito circa un miliardo di euro. Il procuratore Prestipino, nel corso del suo intervento, ha sottolineato l’evoluzione del fenomeno sia sotto il versante dei processi che dei prodotti, citando tra gli altri il mercato dei prodotti farmaceutici(pericolosi per la salute dei consumatori).
Il procuratore Prestipino ha riportato che nel 2014 sono arrivate circa 700 segnalazioni, solo nella Capitale, di reato di contraffazione per accertamenti. Il rappresentante della Procura di Roma ha spiegato inoltre che è stata sollecitata l’attività di campionatura delle merci contraffatte – con la garanzia del contraddittorio e con l’aggiunta dell’accertamento tecnico – che ha garantito ladistruzione di tutti i prodotti e lo svuotamento dei depositi giudiziari. Prestipino però ha rimproverato il disinteresse “da parte dei proprietari dei marchi” nelle procedure di accertamento della contraffazione. In conclusione il presidente della commissione ha sottolineato l’importanza di “ristrutturare gli strumenti normativi” e di garantire che il contrasto al fenomeno non venga limitato solo al sequestro dei prodotti venduti per le strade, ma che “sia in grado di accertare le responsabilità verso l’alto per colpire le attività delle organizzazioni criminali connesse al fenomeno”. L’impegno preso dal gruppo al termine dell’incontro è di lavorare per approfondire ulteriormente il tema della contraffazione, prendendo in considerazioni le proposte di riforma del codice penale.
