Camera – CER, Peluffo (PD) presenta una risoluzione in commissione Attività produttive per favorire lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo collettivo, superando le criticità burocratiche
in EnergiaSemplificare le procedure burocratiche per l’autorizzazione delle comunità energetiche rinnovabili (CER) e l’accesso ai finanziamenti; prorogare le scadenze per la presentazione dei progetti finanziati dal Pnrr dal 31 marzo al 30 novembre 2025; ampliare la platea di beneficiari degli incentivi includendo anche i comuni fino a 30.000 abitanti, attuando quanto annunciato di recente dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin; consentire l’autoconsumo a distanza e differenziare le tariffe incentivanti in base alla potenza e alla tecnologia degli impianti (solare, eolico, idroelettrico) per garantire un rientro economico equo. Queste gli impegni rivolti al governo da una risoluzione in commissione Attività produttive depositata ieri alla Camera da Vinicio Peluffo (PD).
L’urgenza delle richieste contenute nella risoluzione è motivata da ritardi burocratici significativi – in particolare con riferimento al decreto attuativo sugli incentivi per l’energia condivisa, arrivato con oltre 800 giorni di ritardo – che, sostiene Peluffo, hanno ostacolato la diffusione delle CER. Nell’atto il deputato cita i dati del Gse, secondo cui finora in Italia sono state realizzate solo 154 iniziative di energia condivisa, mentre ne sarebbero state possibili almeno altre 400. Il deputato dem fa presente anche che, “rispetto all’obiettivo fissato dal decreto cosiddetto Cacer di 5 GW al 2027, l’Italia sarebbe in grado di generare almeno altri 12 GW da questa tipologia di impianti, concorrendo così per circa il 15 per cento al raggiungimento dell’obiettivo del fotovoltaico entro i prossimi sei anni”.
Un’altra criticità segnalata nella risoluzione riguarda la disparità di trattamento tra le diverse fonti rinnovabili poiché, spiega Peluffo, il sistema di incentivi attuale non distingue tra fotovoltaico, eolico e idroelettrico, nonostante abbiano costi e tempi di rientro differenti. Inoltre, sottolinea, non sono previsti incentivi per l’energia termica, escludendo così le reti di teleriscaldamento a biomassa e geotermia.
