Delega fiscale, Mef: governo vuole garantire fisco più semplice e meno pressione fiscale

in Parlamento


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Semplificare la vita ai contribuenti. E’ questo per il viceministro dell’Economia Luigi Casero, l’obiettivo dei decreti legislativi su fisco, Iva e internazionalizzazione imprese emanati dal Consiglio dei ministri in attuazione della delega fiscale e ora in Parlamento per i pareri dei gruppi di lavoro competenti.
Il numero due del Tesoro davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato ha spiegato i contenuti dei tre provvedimenti, sottolineando come per la fatturazione elettronica si voglia utilizzare la tecnologia per agevolare i contribuenti. Casero ha chiarito che l’obiettivo finale più importante è la realizzazione dell’archivio centralizzato. Ma il percorso per arrivare a quel punto prevede vari passaggi e comporta il “cambiamento del modo di pensare” e dei “controlli, che dovranno avvenire da remoto”. Con questi interventi, ha spiegato il viceministro, si intende recuperare risorse dall’evasione per l’abbattimento della pressione fiscale. Ampio spazio è stato dedicato poi al decreto sulla “certezza del diritto” definito da Casero uno dei pilastri della delega fiscale”. Per il viceministro bisogna “rafforzare i rapporti tra contribuenti e fisco” e affrontare il tema dell’abuso del diritto, del raddoppio dei termini di accertamento e del regime di adempimento collaborativo (tax compliance) che riguarda le aziende di maggiori dimensioni. In conclusione il rappresentante delle Finanze ha parlato del decreto sull’internazionalizzazione delle imprese che “permette al nostro paese di essere attrattivo e competitivo” e allo stesso tempo consente alle italiane che vanno all’estero “di avere stesse condizioni delle imprese”. Gli elementi principali del decreto hanno l’obiettivo di “creare un contesto di maggiore certezza” eliminando lacune, riducendo gli adempimenti per le imprese, adeguando la normativa interna ed eliminando le distorsioni del sistema vigente, ha spiegato il viceministro. Secondo Casero l’approvazione dell’accordo Italia-USA sullo scambio automatico di informazioni fiscali (FACTA, in discussione in Aula a partire dal 19 maggio) rientra in un piano più ampio del governo a favore dei rapporti finanziari transnazionali. Nel corso della discussione è emersa la necessità di fissare un ciclo di audizioni sui tre decreti in modo da consentire ai commissari di esprimere un parere più preciso. Il Movimento 5 stelle ha detto di essere d’accordo sull’impostazione del decreto sulla fatturazione elettronica ma ha sottolineato l’esigenza di “andare coi piedi di piombo in materia di ruling internazionale”. E’ probabile che i gruppi di lavoro, dato anche l’impegno per le elezioni regionali a fine maggio, chiedano una proroga di 20 giorni oltre i 30 giorni già previsti. In conclusione, rispondendo ad alcuni dei quesiti posti da deputati e senatori, il viceministro dell’Economia ha garantito che in merito alle coperture “questa parte di delega non ha oneri che non possono essere coperti“.

 

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