Direzione Pd, Renzi rilancia: responsabilità condivisa con altri partiti. Al voto subito

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renzi direzioneIl popolo ha votato, viva il popolo“. Matteo Renzi, accolto da un lungo applauso apre la direzione del Partito democratico, inviando abbracci a gufi, commentatori e “nemici” politici per quanto detto in questi giorni. Un incontro, convocato in seguito al risultato del referendum costituzionale che ha decretato le dimissioni del governo e aperto una crisi su cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è già al lavoro. Renzi sottolinea le “ripercussioni sul Paese, sul Parlamento, nel medio periodo” del No ricevuto dal Paese e ribadisce “l’assoluta responsabilità per il risultato” ottenuto. Ora “dobbiamo discutere di come convivere con un sistema che ha dei problemi come il bicameralismo paritario e il rapporto conflittuale Stato-Regioni”. Poi parla del Pd come di un partito a vocazione maggioritaria e senza accennare minimamente alle dimissioni da segretario del partito, scandisce la linea politica del partito: “Non abbiamo paura di niente e di nessuno. Se le altre forze vogliono votare dopo la sentenza della Corte lo dicano chiaramente. Se invece si vuole un nuovo governo per affrontare la legge elettorale e anche appuntamenti internazionali rilevanti nel 2017, lo dicano. Il Pd ha già pagato il prezzo della solitudine della responsabilità. Anche altri partiti devono caricarsi il peso”. Alle consultazioni che avranno inizio probabilmente domani, parteciperanno Lorenzo Guerini, Matteo Orfini e i capigruppo dem di Camera e Senato. Un pensiero Renzi lo rivolge alla minoranza Pd che ha gioito per la vittoria del No. “lo stile è come il coraggio di Don Abbondio“, dice e rilancia “alzando il calice”. Quando “sei stato indicato e designato dal Pd per governare il paese più bello del mondo non puoi mettere il broncio”. Il premier dimissionario elenca le leggi e le iniziative messe in campo in questi mille giorni di governo, evidenziando l’impronta “organica e completa”: meno tasse, più diritti. Il segretario annunciato quindi che le richieste di iscrizione al Pd sono aumentate proprio in questi giorni – “capisco che non c’eravamo abituati” – e ricorda i più deboli, Valeria Solesin e Giulio Regeni (due giovani italiani morti nell’attacco dell’Is al Bataclan e in Egitto). Un intervento breve, in giacca (ma ancora senza cravatta) per recarsi alle 19 al Colle.

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