Economia circolare, presentati al Senato i risultati della consultazione pubblica. Lavori in Ue al via dal 2017

in Parlamento, Politica


commissione ambiente

Rivoluzionare il modo di produrre, consumare e smaltire le risorse. E’ questo l’obiettivo del pacchetto sull’economia circolare della Commissione europea che la Ambiente del Senato ha valorizzato lanciando una consultazione pubblica per rappresentare in maniera trasparente le istanze dei portatori di interesse. I risultati di questa “piazza ideale” aperta nei mesi di febbraio e marzo sono stati presentati ieri al Senato, nell’aula dove ogni anno viene discussa una delle leggi più importanti del Paese, il bilancio.

Alla consultazione hanno partecipato in 55 rispondendo alle domande poste dalla 13° commissione e avanzando proposte per migliorare il pacchetto di norme europee. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, aprendo i lavori ha sottolineato l’importanza di questo “momento nell’ambito del dialogo politico con l’Europa“. Bisogna sviluppare un modello produttivo dove le risorse vengono utilizzate in modo sostenibile riducendo al minimo produzione rifiuti, ha precisato Grasso. Il Parlamento italiano è stato “l’unico ad aver promosso un’iniziativa di partecipazione democratica“, ha sottolineato il presidente, una “occasione per sperimentare nuove procedure anche in vista del prossimo referendum costituzionale” sul futuro del Senato, che “ha un ruolo di raccordo tra istanze regionali e locali e quelle europee”. Un aspetto fondamentale della ridefinizione delle direttive sarà il “recepimento e l’integrazione nei sistemi con un impatto positivo sui territori” ha concluso Grasso.

Il presidente della commissione Ambiente, Giuseppe Marinello (Ap), ha quindi illustrato i risultati della consultazione ricordando il ciclo di audizioni svolte e il totale dei contributi ricevuti da Università, centri studi, consorzi, federazioni di categoria, associazioni di consumatori, imprese private. Una volta approvata la risoluzione, su cui già la prossima settimana la commissione Ambiente potrebbe lavorare, il parlamentare andrà a rappresentare in audizione presso la ENVI Committee i contenuti di quanto elaborato in sede nazionale. Dalle risposte pervenute nell’ambito della consultazione sono emersi alcuni profili di criticità: una attenzione non adeguata al tema della raccolta differenziata, che non viene resa obbligatoria; l’esigenza di maggiore chiarezza nelle definizioni, con particolare riferimento a quelle di “rifiuti urbani”, “sottoprodotti” ed “end of waste”; la necessità di specificare il ruolo dei soggetti coinvolti nell’economia circolare, soprattutto in relazione alla responsabilità estesa del produttore e ai costi di gestione. Inoltre, ha concluso Marinello, mancano sistemi adeguati di gestione dei rifiuti; vi è una scarsa operatività del Sistri; e alcune disposizioni sono obsolescenti.

Per il governo è intervenuta la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo la quale ha sottolineato come dopo la “decisione di ritirare la prima proposta sull’economia circolare, la ripartenza di questo percorso sia stato un successo del governo italiano”. La proposta della Commissione Junckerè quindi un primo risultato, “occorre ora negoziare in sede europea, con l’aiuto delle Regioni, affinché il pacchetto (finora troppo concentrato su discariche e rifiuti) cambi il modo in cui si produce e si consuma”. Da qui la consapevolezza della “necessità di un sistema di incentivi a supporto dell’economia circolare” e il motivo per cui il dicastero è già a lavoro sui “criteri ambientali minimi per la Pa” e con il Mit “per un provvedimento sul settore edilizio“.

Il presidente della commissione europea per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) Giovanni La Via (Ncd) ha poi annunciato che la proposta di modifica delle direttive sull’economia circolare su cui sta lavorando la relatrice Simona Bonafé (Pd), sarà presentata tra il 24 e il 25 maggio. Dopo il mese di maggio si aprirà quindi la fase emendativa e dopo l’estate avrà inizio la votazione. Parallelamente, il Consiglio europeo farà lo stesso anche se – ha anticipato il presidente della ENVI – “non ci sarà una posizione condivisa tra i 28 Paesi prima della fine dell’anno”. Il negoziato tra Parlamento e Consiglio, per raggiungere una versione di testo concordata da presentare alla Commissione europea, avrà inizio nel 2017.

Sono intervenuti quindi i tre relatori delle quattro proposte di modifiche. In ordine, Mario Morgoni (Pd) che si è occupato di Raee ha sottolineato che si tratta di “una prima tappa raggiunta”. Il reimpiego dei materiali “consente di ridurre la domanda di materie prime” ha detto il dem ricordando che ogni anno un cittadino europeo produce 5 tonnellate di rifiuti. “Nel nuovo pacchetto si va oltre il tema dei rifiuti per una nuova progettazione e consumo dei beni, un uso efficiente delle risorse, il recupero e il riciclo degli oggetti” ha aggiunto Morgoni. Interventi che oltre a innescare un cambiamento di paradigma permetterebbero di “creare posti di lavoro”.

Laura Puppato (Pd), relatrice della direttiva in materia di discariche ha spiegato che 18 Paesi superano il 50 per cento dei rifiuti in discarica, per questo uno dei temi fondamentali è omogeneizzare l’Europa da questo punto di vista.

Stefano Vaccari (Pd) relatore delle proposte di modifica sui rifiuti e su quelli da imballaggio ha affermato che “l’approccio del pacchetto di norme è sfidante e decisivo per un cambiamento culturale importante”. Il senatore dem ha rimproverato la poca partecipazione delle Regioni (solo Emilia Romagna e Lombardia hanno inviato le proprie osservazioni) in questo processo.

L’assessore della Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo ha quindi annunciato la legge regionale sull’economia circolare sottolineando l’importanza di laboratori nazionali ed europei per raggiungere gli obiettivi stabiliti dal pacchetto UE.

E’ intervenuto infine anche Franco Iacop, coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative in Italia il quale ha ricordato che la Commissione europea sta valutando con la Bei e le banche nazionali le modalità di finanziamento economia circolare.

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