Farmaci, Garattini (Istituto Mario Negri) alla Camera: vi svelo il segreto della contrattazione dei prezzi

in Parlamento


farmacia“È necessario realizzare ricerche che siano di interesse del Servizio sanitario nazionale e non necessariamente dell’industria farmaceutica”. E’ uno degli aspetti cardine della memoria che il direttore dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini, ha depositato in commissione Affari sociali alla Camera lo scorso lunedì, 22 febbraio, nell’ambito della risoluzione sulla trasparenza degli accordi stipulati tra Aifa e le case farmaceutiche a firma di Silvia Giordano (M5S). Dell’intervento del professore non è stata data pubblicità, a differenza di quanto comunicato inizialmente da Montecitorio, e diversamente da quanto avvenuto con gli speech del Sindacato dei medici italiani e della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei rappresentanti di La Roche

Al gruppo di lavoro, Garattini ha indicato come via maestra per una maggiore trasparenza la dotazione di una componente di bilancio del Fondo sanitario nazionale a favore della ricerca per studi clinici indipendenti per i farmaci. “Una legge del 2005 aveva messo a disposizione delle risorse, che non gravano sulla spesa pubblica perché derivano da una tassa che l’Aifa impone alle aziende farmaceutiche pari al 5% dei loro investimenti in attività promozionali”. Il direttore del Mario Negri ritiene “inspiegabile che dal 2012 i bandi per la ricerca si siano interrotti”.

Altro capitolo importante della relazione di Garattini è il segreto nella contrattazione dei prezzi dei farmaci, che non esita a descrive “preoccupante”. “Se il segreto sui prezzi dovesse estendersi, questo rappresenterebbe un vulnus alla trasparenza che deve caratterizzare tutte le azioni che impiegano fondi pubblici”. Sul costante aumento dei prodotti, Garattini spiega che “l’industria tende a giustificare il prezzo adducendo le crescenti spese per la ricerca. In realtà questo si calcola sul fatturato globale, pari solo circa all’8%“. Il problema dunque sarebbe dovuto alla scarsa ricerca clinica da parte dell’industria farmaceutica, che acquisterebbe i prodotti da piccole industrie start-up. “Non c’è competizione e il loro prezzo d’acquisto sale”. Una ragione in più per il direttore del Mario Negri di finanziare la ricerca indipendente “che rappresenta la migliore spending review”.

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