Governo Gentiloni alla prova dell’Aula: priorità riforme e ripresa economica. Oggi la fiducia della Camera, domani il Senato

in Parlamento, Politica


Il primo Consiglio dei ministri dell’era Gentiloni si è riunito ieri sera dopo il giuramento di rito nelle mani del capo dello Stato e il passaggio di consegne col premier uscente Matteo Renzi. Stamattina il nuovo esecutivo si è recato alla Camera per chiedere la fiducia ai parlamentari (entro le 20 di oggi il voto a Montecitorio, domani dalle 15 prima chiama a palazzo Madama). Gentiloni, nelle dichiarazioni programmatiche, ha parlato di “governo di responsabilità, garante della stabilità delle istituzioni“. Il premier ha rivendicato “il grande lavoro fatto negli anni che abbiamo alle spalle, i risultati ottenuti, che hanno messo in moto le energie dell’Italia e che ci vengono riconosciuti a livello internazionale”. Sfatando ogni possibile data di scadenza della squadra, il governo “dura fin quando ha la fiducia del Parlamento” ha affermato Gentiloni indicando le priorità per “completare il lavoro fatto fin qui“. Prima di tutto l’intervento nelle zone colpite dal terremoto e il programma a lungo termine “Casa Italia“. Accanto alla politica estera “cercheremo di dare messaggi forti sulla nostra sicurezza” ha spiegato. Sul terreno economico, il governo intende “accompagnare e rafforzare la ripresa” con le grandi infrastrutture, con il piano straordinario dell’industria 4.0, con un nuovo slancio alla green economy. In questo quadro si affronteranno anche i problemi legati al sistema bancario. A riguardo, l’esecutivo “è pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio dei cittadini” ha assicurato. Il governo lavorerà per completare la riforma del lavoro, per attuare le procedure riguardanti le norme sull’anticipo pensionistico, la riforma della pubblica amministrazione, quella del processo penale e il libro bianco della difesa. Infine due grandi questioni, “su cui finora non abbiamo dato risposte pienamente sufficienti” saranno tra le priorità del governo: i problemi che riguardano la parte più disagiata della nostra classe media, lavoro dipendente e partite IVA, e il Mezzogiorno. Gentiloni ha parlato in conclusione della necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato dicendo che il governo non sarà “l’attore protagonista”, spetterà al Parlamento “la responsabilità di promuovere e trovare intese efficaci”.

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