Renzi alla Borsa di Milano dichiara morto il capitalismo di relazione e replica a De Bortoli

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renziborsaSono particolarmente ottimista per i prossimi vent’anni in Italia, abbiamo bisogno di attrarre capitale straniero ma anche di capire quale è la nostra capacità che possiamo offrire, culturale ed economica”. Con questo messaggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto oggi il suo esordio a palazzo Mezzanotte di Milano di fronte al gotha dell’economia italiana. Intervenuto per la prima volta da quando è in carica a Piazza Affari, il premier è stato accolto dal presidente della Borsa italiana, Massimo Tononi, e dall’amministratore delegato Raffaele Jerusalmi. Ad attendere l’intervento di Renzi i rappresentanti delle maggiori società quotate italiane. Nel discorso del premier non poteva mancare il riferimento all’Italicum – nel giorno del via libera definitivo al provvedimento da parte della Camera – e alle riforme in generale. “La legge elettorale stasera sarà, io spero, penso e credo, approvata dal Parlamento italiano” ha dichiarato Renzi che ha poi evidenziato come grazie al nuovo sistema per cinque anni ci sarà un governo “e si saprà chi vince”. Un passaggio anche sulla riforma del fisco, con il premier che ha definito un “passo in avanti non banale” i primi decreti attuativi della delega. “Quello che occorre nel sistema fiscale”, ha detto il premier, “è un cambio di mentalità che porti l’Agenzia delle Entrate a smettere di essere percepita come una sorta di mastino anti-cittadino e farla diventare il partner dei cittadini e delle imprese“.  Parlando di finanza, Renzi ha stigmatizzato il capitalismo di relazione, che “ha prodotto alcuni effetti decisamente negativi: è il momento di mettere la parola fine a un sistema basato più sulle relazioni che sulla trasparenza e sul rapporto con il mondo che sta fuori e chiede più dinamismo e trasparenza”. Il premier infine non ha mancato di replicare all’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli che nel suo editoriale di addio al quotidiano milanese aveva definito Renzi un “maleducato di talento”. “Amo molto una frase di Gilbert Keith Chesterton – ha dichiarato il presidente citando lo scrittore inglese – la democrazia è il governo dei maleducati, e l’aristocrazia è il governo degli educati male“.

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