Renzi in Liguria: Berlusconi ha lasciato macerie e Pastorino è bertinottismo 2.0, da Spagna e Polonia venti di cambiamento
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Quale che sia il risultato delle elezioni regionali di domenica prossima, in Liguria come altrove, “per il governo non cambia niente, assolutamente niente”. Questo il concetto espresso dal presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi a La Spezia dove ha partecipato a un incontro elettorale in sostegno di Raffaella Paita, candidata del Partito democratico. “Da qualche giorno stanno dicendo che la Liguria è una sfida nazionale – ha dichiarato il premier – invece noi non discutiamo di laboratori di politica nazionale, ma del governo della Regione: è l’ora di farla finita di trasformare le elezioni in uno scontro per i giochi politici romani”. Renzi non ha risparmiato dure critiche a Berlusconi e ai dissidenti della sinistra Pd. Dell’ex Cavaliere ha detto: “Venti anni di centrodestra hanno lasciato macerie. Non ho mai attaccato Berlusconi ma lui è il leader politico in Italia che è stato più giorni di De Gasperi, Moro, Fanfani, persino Andreotti a Palazzo Chigi: se aveva queste grandi e belle idee per il futuro del Paese perché non le ha realizzate?“. In risposta a un gruppo di contestatori che ha iniziato a gridare “scuola pubblica, scuola pubblica” nel corso del comizio, il premier ha dichiarato: “Non dobbiamo consentire a qualcuno di fare della vostra regione il bertinottismo 2.0 facendo perdere la sinistra“. Il presidente del Consiglio ha anche avuto modo di commentare il risultato delle ultime elezioni amministrative in Spagna e presidenziali in Polonia. “Il vento della Spagna e il vento della Polonia soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l’Europa deve cambiare“. In mattinata, insieme all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John R. Phillips, Renzi ha partecipato, al Cimitero militare statunitense di San Casciano, al Memorial Day, la giornata nella quale gli Usa ricordano i caduti di tutte le guerre.
