AIDS e malattie sessualmente trasmesse: allarme alto, serve maggiore consapevolezza tra i giovani

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L’AIDS e le infezioni sessualmente trasmesse sono sottovalutate“. A dirlo oggi in occasione dei 30 anni del telefono verde predisposto dall’Istituto superiore di sanità è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Bisogna tenere alto l’allarme, formare i giovani per una piena consapevolezza“, anche se l’infezione è tenuta sotto controllo e la mortalità si avvicina a quella dell’HIV negativa, “la terapia non deve generare false sicurezze“, in quanto si tratta di malattie croniche e le cure “sono pesanti”. Servono corretti stili di vita, il “coinvolgimento delle famiglie e delle scuole” per una operazione “più grande: educare alla tutela di se stessi“. Oltre all’AIDS, ha fatto presente Lorenzin vi sono altre infezioni, malattie da tenere in considerazione come “l’epatite, la sifilide e molte altre”.

In questi anni 800 mila persone hanno usufruito del servizio di counseling offerto dal telefono verde; sono state poste oltre 2 milioni di domande, poste in maggioranza da uomini (75%), eterosessuali tra i 25 e i 39 anni. Il presidente ISS, Walter Ricciardi ha segnalato che in generale le chiamate sono in diminuzione (da 150 a 50 al giorno) e sempre meno donne contattano il telefono verde (da 33% a 13% nell’ultimo decennio).

A questi dati non corrisponde una diminuzione dei pazienti con AIDS o infezioni sessualmente trasmesse (circa 125 mila casi di HIV in Italia), per i quali il presidente Ricciardi invece sottolinea “un trend terrificante“. Si evidenzia invece per le donne un “accesso facilitato ai servizi di prevenzione territoriali per la salute, ad esempio nei consultori” mentre i giovani “sembrano preferire internet”, motivo per il quale è stato creato il sito www.uniticontrolaids.it.

Non siamo tranquilli perché arrivano meno telefonate” ha detto il ministro Lorenzin, “il trend è in crescita, e si registra un calo della informazione e prevenzione sul tema”. La titolare del dicastero della Salute ha sottolineato come in passato i pazienti “iniziavano la terapia prima, mentre oggi i giovani arrivano con la malattia conclamata”; inoltre si registra un “minore utilizzo del preservativo“, e “non c’è un ricorso periodico al test rispetto agli anni ’80” ha concluso.

Per celebrare il trentennale una grande festa nel giardino dell’ISS tra giovani, musica, arte e spettacolo per parlare di scienza e prevenzione.

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