Banche, Padoan: serve condivisione e riduzione dei rischi. Rafforzato sistema italiano

in Varie


Padoan

Il sistema bancario italiano è in una fase di transizione e ristrutturazione in cui bisogna rimuovere ostacoli per credito a imprese e famiglie e integrare le politiche fiscali in Europa. Così oggi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel corso di una audizione presso la commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano. 

Il rappresentante del governo – dopo aver chiarito la visione del settore a livello europeo – ha sottolineato che l’Italia “sostiene il sistema comune di assicurazione dei depositi”. Per Padoan nel processo di completamento dell’unione bancaria “è necessaria una condivisione e riduzione dei rischi. Molto è stato fatto nel nostro Paese a livello domestico per la riduzione dei rischi, poco invece per la condivisione”. Il Fondo di risoluzione unico – ha quindi spiegato il ministro – sarà completamente mutualizzato solo nel 2024, così come la garanzia europea dei depositi secondo la proposta della Commissione Ue mentre l’inizio dei negoziati per il backstop è continuamente posposto”. 

Padoan ha quindi elencato i motivi della limitazione della detenzione di titoli pubblici da parte delle banche: l’importanza di un mantenimento di un level play field e il completamento di Basilea; la necessità, prima di un cambiamento, di un’analisi di impatto aggregato; l’obbligo di considerare gli impatti potenziali del mercato sul debito sovrano. 

Il titolare delle Finanze ha quindi ripercorso le azioni del governo negli ultimi mesi a favore del sistema, sottolineando l’intenzione di “rafforzare la governance banche“: riforma delle popolari, protocollo di intesa con gli istituti di credito, riforma BCC. Da qui il ministro ha quantificato le “sofferenze” che lorde ammontano a 200 mld, mentre 83,6 mld sono quelle al netto degli accantonamenti per cui sono state date garanzie per 120 mld. 

Il ministro ha quindi illustrato alcuni elementi chiave del nuovo decreto per i rimborsi (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale serie generale n. 102 oggi in edicola) sottolineando in primis l’importanze del patto marciano e gli schemi per gli indennizzi. Padoan ha parlato di un ulteriore supporto per le banche che è la garanzia sulle operazioni di cartolarizzazione di crediti in sofferenza (Gacs) specificando che lo Stato garantirà le tranche senior anche se l’operazione sarà onerosa perché “non esiste un vero mercato dei crediti deteriorati in Italia“. La garanzia pubblica – ha quindi chiarito il ministro – favorirà la cessione delle sofferenze ma l’intervento non comporterà oneri per lo Stato, in quanto l’entrata netta sarà positiva.

Un altro impulso che potrà provenire da privati è rappresentato dal Fondo Atlante che è completare alle riforme del governo, ha spiegato Padoan il quale è convinto che la creazione di un mercato di crediti deteriorati permetterà alle banche di migliorare le performance. Alla domanda di Franco Carraro (FI) che chiedeva di chiarire il ruolo di Cassa depositi e prestiti, il ministro ha ribadito che “il fondo è frutto di iniziative private e Cdp partecipa con una componente di minoranza“. Al momento “non è intenzione di Cdp accrescere la quota di capitale” sia “per ragioni strategiche” che per il rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato. 

In seguito a altre richieste di chiarimento dei senatori della commissione Finanze, il ministro ha specificato che la gestione dello stock avverrà con una “graduale riduzione delle sofferenze e smobilizzo delle garanzie”. I tempi di un normale decumulo sono mesi, anche anni, ha detto Padoan. Il decreto sulle 4 banche in risoluzione ha permesso di salvare un risparmio di 12 mld di euro dei correntisti e salvaguardare 25 mld di credito per imprese e famiglie. E’ stata un’operazione “estremamente efficace” di burden sharing che ha implicato la contribuzione di azionisti e obbligazionisti subordinati. 

Per quanto riguarda le misure a favore dei risparmiatori “non sono previste dall’Ue”, ha sottolineato il ministro dell’Economia, ma sono diventate realtà solo “grazie a trattative del governo e del Mef” sulla “eccezionalità della situazione” legata anche ad un cambiamento delle regole non opportunamente comunicato. 

In merito ai criteri per la definizione dei risparmiatori che hanno diritto al rimborso “abbiamo deciso”, ha detto il ministro, “di aiutare in misura più che proporzionale chi aveva meno accesso alle informazioni“. Da giugno 2014, quando è entrata in vigore la cosiddetta BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) “chi ha continuato ad acquistare obbligazioni subordinate lo ha fatto utilizzando transazioni elettroniche più sofisticate comprendendo che il livello di rischio era aumentato“. La diversa “educazione finanziaria” dei risparmiatori è quindi uno dei criteri, “ciò non toglie che si dovrà verificare la responsabilità del venditore”. 

Padoan ha quindi annunciato che la Mifid II, direttive a maggiore impatto nei confronti degli intermediari finanziari, sarà attuata l’anno prossimo sulla base di una consultazione pubblica. 

Riguardo gli aiuti di Stato il ministro ha chiarito che “non esiste definizione che va bene in tutte le occasioni”, di volta in volta “si è verificato se vi fossero elementi di aiuti di Stato o meno”.

Accetta l'utilizzo dei cookie per l'utilizzo di questo sito. Informazioni

La miglior esperienza di navigazione si ottiene con i cookie attivati. Cliccando su "Accetta" o continuando la navigazione si considerano come accettati.

Accetta