Camera: via libera all’investment compact che passa al Senato
in Varie
ROMA – Con 290 voti favorevoli, 149 contrari e 7 astenuti, l’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura questa mattina il disegno di legge di conversione del decreto con il quale il governo mira a riformare parte del sistema bancario e a incentivare gli investimenti delle imprese, il cosiddetto investment compact. Il testo, che deve essere licenziato in via definitiva entro il 26 marzo prossimo, passa ora all’esame di palazzo Madama dove è più che probabile che non subirà ulteriori modifiche. La versione definitiva del provvedimento dovrebbe quindi essere quella uscita oggi da Montecitorio. Tra le altre cose il testo prevede la trasformazione in società per azioni per le banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro e disposizioni sulla portabilità dei conti correnti. Viene inoltre modificata la disciplina del cosiddetto patent box, il regime opzionale di tassazione agevolata nella misura del 50% dei redditi frutto dell’utilizzo e/o della cessione di opere dell’ingegno, brevetti industriali e marchi d’impresa e viene data possibilità all’Istituto italiano di tecnologia di costituire o partecipare a startup innovative. Altre disposizioni riguardano infine l’attività di Cassa depositi e prestiti. Modificata la disciplina dell’Export banca che consentirà di utilizzare i fondi provenienti dalla gestione separata di Cdp per tutte le operazioni di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, e non solo per quelle assistite da garanzia o assicurazione della Sace. A Cassa depositi e prestiti viene infine attribuita la competenza a svolgere attività creditizia con il potere di esercitarla direttamente o tramite Sace o tramite un’altra controllata (in questo caso previa autorizzazione della Banca d’Italia).
