Senato, la commissione Politiche Ue conclude i lavori sul programma di Juncker

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ROMA – La commissione Politiche Ue di palazzo Madama ha concluso i lavori sul programma della Commissione europea 2015 (COM (2014) 910 definitivo) e ha approvato la risoluzione proposta dalla relatrice Nadia Ginetti (Pd) nel corso delle precedenti sedute.

Il testo ha tenuto conto dei pareri espressi dalle commissioni Affari costituzionali, Affari esteri, Difesa, Istruzione, Agricoltura, Industria, Lavoro e Sanità. La democratica ha poi sottolineato che sulla risoluzione sono stati ascoltati anche i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Emilio Floris (FI, co-relatore del documento) ha aggiunto che la risoluzione illustra le linee guida nazionali sui maggiori dossier comunitari in agenda per il 2015. Rivolgendosi poi al rappresentante del governo, il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi, lo ha invitato a un’azione negoziale a Bruxelles più assertiva specie sul tema dei fondi europei per l’Italia e di effettiva implementazione del cosiddetto Piano Juncker da 315 miliardi

Il responsabile delle politiche comunitarie ha replicato assicurando che la risoluzione procede nella “giusta direzione” della realizzazione di un ottimale “sistema Paese”, tra Parlamento e governo nella conduzione delle politiche comunitarie. In particolare, per quanto riguarda l’Unione economica e monetaria, il governo italiano, ha detto il sottosegretario, ha ribadito “con convinzione l’esigenza di attuare una dimensione sociale di questa, quale precondizione per una sua eventuale estensione“. Circa l’implementazione del cosiddetto Piano Juncker, ha spiegato Gozi, deve essere compiuta “molto rapidamente”,  ovvero entro il prossimo mese di giugno, in maniera da poter allestire i primi progetti di investimento già nella seconda metà del 2015. “In tal senso – ha annunciato il sottosegretario – l’Italia sta lavorando insieme alla Francia affinché i finanziamenti vengano convogliati prioritariamente per le aree europee più disagiate e per i settori di mercato che registrano il maggior numero di fallimenti di imprese“. “L’Italia – ha aggiunto Gozi – ha espresso l’auspicio che la BEI, nella sua qualità di ente creditizio accreditato a dare le principali garanzie per i progetti connessi al Piano Juncker, sia pronta ad assumere rischi più elevati e maggiormente confacenti all’attuale situazione dei mercati finanziari”.

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