Corruzione, governo presenta modifica su falso in bilancio
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Nel giorno in cui scoppia l’ennesimo scandalo di corruzione, il governo deposita in commissione Giustizia del Senato l’atteso emendamento sul falso in bilancio. La seduta del gruppo di lavoro era stata in un primo momento sospesa a causa dell’assenza dei senatori del Pd, circostanza che aveva impedito al viceministro Enrico Costa di presentare la modifica. La riunione è poi ripresa e molto probabilmente, proseguirà in notturna. “E’ difficile – spiega il relatore Nico D’Ascola (Ncd) – ma il testo potrebbe essere licenziato già in questa seduta”. Il provvedimento è atteso per il 17 marzo in Aula a palazzo Madama. L’emendamento presentato dall’esecutivo prevede l’aumento delle sanzioni per chi commette il reato di falso in bilancio nelle società quotate e non ed elimina le soglie di non punibilità. Inoltre, la modifica del governo introduce sanzioni anche per quelle società non quotate a cui viene riconosciuta la lieve entità del fatto. Rispetto alla bozza iniziale, il nuovo emendamento – che ora dovrà essere valutato anche dalla commissione Bilancio al Senato – estende l’archiviazione per tenuità del fatto a tutte le società non quotate e non solo a quelle al di sotto dei limiti di fallibilità. Orgoglioso, il premier Renzi ha twittato in serata: “Contro corruzione proposte governo, pene aumentate e prescrizione raddoppiata”. Soddisfatto anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Il testo è efficace e incisivo” e “pur accogliendo le osservazioni che arrivavano dal mondo delle imprese non ha rinunciato all’impostazione di “contrasto serio del fenomeno della corruzione”.
