Enrico Berlinguer: 31 anni dalla morte del più amato
in Varie
L’11 giugno del 1984 moriva a Padova a 62 anni il segretario del Partito comunista italiano Enrico Berlinguer. Quello che senza dubbio è stato uno dei leader politici più carismatici e amati della storia repubblicana era stato colpito da un ictus 4 giorni prima nel corso di un comizio nel capoluogo veneto per la campagna elettorale per le europee. Arrivato alla guida del Pci nel 1972, l’opera politica di Berlinguer fu caratterizzata principalmente da due grandi battaglie destinate a segnare un epoca: da una parte la cosiddetta questione morale e dall’altra l’allontanamento del Partito dalla sfera di influenza dell’Unione sovietica. Con la prima il segretario del Pci intendeva mettere in evidenza – per poterla contrastare – la deriva in cui stavano precipitando i partiti politici che, diceva Berlinguer: “Non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss e dei sotto-boss“. A differenza di questa battaglia che, come dimostrano le cronache passate e di questi giorni, non riuscì ad attecchire, quella sullo strappo da Mosca riuscì a portate il comunismo italiano a livelli di consenso mai raggiunti prima nella storia. Il 13 giugno ai funerali di Berlinguer, con il corte funebre che sfilò dalla sede del Pci, in via delle Botteghe Oscure, fino a piazza San Giovanni, parteciparono oltre 2 milioni di persone.
