Fotovoltaico: a breve accordo governo-Parlamento su finanziamenti a imprese. Pagano (Ap): “Operatori, fortemente danneggiati, in attesa da un anno”
in Parlamento, Politica
Oltre dodici mesi, 5 rappresentanti del governo e migliaia di imprese italiane esercenti impianti di produzione di energia rinnovabile fotovoltaica in attesa di accedere al credito agevolato con la garanzia di Cassa depositi e prestiti. E’ questa, in cifre, la storia della risoluzione presentata a dicembre 2014 da Alessandro Pagano (Ap) alla Camera, presso la commissione Finanze che chiede al governo di intervenire sulla riduzione degli incentivi per questi impianti (cosiddetto “spalma-incentivi”) prevista dal decreto “competitività” (dl n. 91/2014 convertito con modificazioni nella legge 11 agosto 2015 n. 116) emanando il decreto Mef che disciplini i criteri e le modalità di accesso alla garanzia di Cdp, prolungando la durata dei finanziamenti che consentirebbero agli operatori di “mitigare gli effetti negativi della norma”. Secondo Pagano, andrebbe inoltre assicurato, d’accordo con l’Abi, un monitoraggio su queste operazioni in modo da prevedere la possibilità di segnalare gli istituti di credito che si rifiutino di concedere la moratoria, prorogando di 12 mesi i termini per la richiesta di accesso ai benefici; bisognerebbe inoltre segnalare le banche che non finanziano gli impianti già connessi in rete o da connettere e gli altri programmi di investimento in modo discriminatorio nei confronti di operatori del settore della green economy.
Per trovare un accordo sul provvedimento, la discussione della risoluzione è stata di settimana in settimana rinviata, con l’intervento – nel corso dei mesi – di tutta la squadra del ministro Padoan. “L’unico ad aver preso l’impegno di chiudere entro il 31 gennaio – ha dichiarato Pagano – è stato il sottosegretario Enrico Zanetti“. La risposta del governo era attesa già per oggi, ma “per ulteriori modifiche richieste dai tecnici” del Tesoro, il giorno X sarebbe mercoledì prossimo quando il rappresentante del governo dovrebbe intervenire in commissione. Nel frattempo “sarà convocata una conferenza dei servizi tra con parlamentari, esecutivo e Cdp” per “trovare la quadra, concludere l’iter della risoluzione” e “passare alla fase operativa che interessa le imprese, fortemente danneggiate“.
