Genocidio armeni, governo turco: Papa Francesco si è unito al fronte del male

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Il Pontefice si è “unito al complotto” di un “fronte del male” contro la Turchia e il partito al governo, Akp. Risponde così il primo ministro Ahmet Davutoglu alle parole di domenica di Papa Francesco che ha definito le uccisioni degli armeni nel 1915 il “primo genocidio del XX secolo“. E il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha ribadito che gli oltre 100.000 armeni che lavorano in Turchia non sono cittadini turchi, “li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto”, una minaccia già proferita nel 2010 dopo il riconoscimento del genocidio da parte del Congresso americano e del Parlamento svedese. Nessun commento dalla Santa Sede: le parole di papa Francesco sul “genocidio” armeno in occasione della messa per il centenario, si inseriscono in una “linea precisa e coerente, nel solco del dialogo”, ha spiegato padre Federico Lombardi, portavoce vaticano. Intanto la polemica coinvolge anche l’Europa, chiamata a votare una risoluzione per far in modo che la Turchia riconosca il genocidio in Armenia. “Qualunque decisione prenda, mi entrerà da un orecchio e mi uscirà dall’altro”, ha avvertito il presidente Erdogan.

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