Governo, da Cdm commissioni ridotte su Pos e agevolazioni commerciali

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Ricco consiglio dei Ministri oggi a Palazzo Chigi che ha approvato, in via preliminare, quattro decreti legislativi in attuazione della legge di delegazione europea 2015 (12 agosto 2016, n.170), di cui particolarmente rilevanti sono il dlgs sui servizi di pagamento nella Ue e le commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento, e il decreto sulla cooperazione degli organismi nazionali alla normazione europea, per agevolare la libera circolazione di beni e servizi.

Il primo decreto dispone che la commissione interbancaria per ogni singola operazione non potrà essere superiore allo 0,2% del valore del pagamento – in caso di carta di debito o prepagata -, e allo 0,3% per le operazioni tramite carta di credito. Ancora, in riferimento alle “operazioni nazionali” tramite carta di credito, i prestatori di servizi di pagamento – viene spiegato nel comunicato stampa del Cdm – “saranno tenuti ad applicare per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore”. Per le operazioni nazionali di stessa entità ma pagate con carta di debito invece, in via transitoria fino a dicembre 2020 i prestatori di servizi potranno applicare una commissione interbancaria “non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito”.

Quanto al secondo provvedimento, esso introduce disposizioni per stimolare la cooperazione tra organismi nazionali e internazionali di normazione, oltre alla commissione Ue, riguardo a norme tecniche o qualitative per prodotti e servizi, in modo da garantire una certa uniformità europea e promuovere la competitività delle imprese; in questa direzione  il testo mira a agevolare la libera circolazione di beni e servizi, oltre all’interoperabilità delle reti e mezzi di comunicazione, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.

Il governo ha poi approvato il decreto legislativo che dispone per tutti i prodotti alimentari preimballati l’obbligo di “indicazione obbligatoria in etichetta dello stabilimento di produzione“, per garantire una corretta e completa informazione al consumatore, e una migliore e immediata rintracciabilità dell’alimento da parte degli organi di controllo; in generale, una più efficace tutela della salute. Per assicurare l’applicazione di queste disposizioni, il provvedimento rafforza e semplifica il sistema sanzionatorio nazionale, la cui competenza spetta al Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Mipaaf, “fatte salve le competenze dell’Agcm e di altri organi preposti all’accertamento delle violazioni”.

Nella stessa riunione il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato,la nomina di alcuni  Consiglieri della Corte dei conti, oltre ad aver esaminato 8 leggi regionali.

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