Italicum, Renzi solo contro le opposizioni: “Andiamo avanti su tutto”

in Parlamento, Politica


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E’ alta tensione tra governo e opposizione sulla riforma della legge elettorale in discussione alla Camera. Dopo la decisione del Pd di sostituire in commissione Affari costituzionali i 10 componenti “dissidenti” della minoranza Dem (Bersani, Bindi, Cuperlo, Lattuca, D’Attorre, Giorgis, Pollastrini, Agostini, Meloni e Fabbri) oggi Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno abbandonato i lavori del I gruppo di Montecitorio. Già ieri il Movimento cinque stelle e Sel avevano annunciato che non avrebbero partecipato alla discussione mentre Scelta Civica ha deciso di rimanere in commissione per “difendere gli emendamenti” presentati. “Non abbiamo alcuna intenzione di mischiarci ai burattini di Renzi e di fare il loro gioco” ha fatto sapere il Carroccio, “la sostituzione dei deputati Pd è gravissima da un punto di vista concettuale, anche se siamo abituati a questi diktat“, ha commentato Ignazio La Russa (FdI). “Non accetteremo questo comportamento antidemocratico del partito di Renzi e lasceremo a Renzi e a quel che rimane del suo partito tutta la responsabilità di questo strappo” ha sostenuto il capogruppo di FI a Montecitorio Renato Brunetta.Secco il commento del vicesegretario PD Lorenzo Guerini, per il quale l’Aventino delle opposizioni è solo “cagnara“.  “Sono sorpreso – ha detto –  non ne capisco la ratio. Mi pare che ci sia la volontà di strumentalizzare, di sottrarsi al confronto e di ricavare qualche beneficio politico in questo passaggio”. Ha tagliato corto il premier nel pomeriggio, via Facebook: “Avanti su tutto“, ha scritto sulla sua pagina Matteo Renzi. “Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale”, “fermarsi oggi significherebbe consegnare l’intera classe politica alla palude”.  “Noi non siamo così”, ha chiarito Renzi. A chi grida “allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti in commissione dovrebbero ricordare che questo è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici del rispetto della maggioranza“, ha concluso.

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