Made in Italy, sottosegretario Vicari a Montecitorio: indicazione di origine obbligatoria è cruciale
in Governo, Parlamento
Indicare obbligatoriamente l’origine dei prodotti secondo il ministero dello Sviluppo economico è cruciale per il corretto funzionamento del mercato e per la tutela di produttori e consumatori, per questo adottare il Regolamento sulla sicurezza dei prodotti fornirà una base giuridica armonizzata delle disposizioni sull’etichettatura del Made in Italy. Lo ha detto ieri in commissione Attività produttive alla Camera il sottosegretario del dicastero Simona Vicari, rispondendo alla deputata Sel Lara Ricciatti nel corso del question time presso il gruppo di lavoro. La proposta di inserire all’articolo 7 del Regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo l’obbligo di indicazione di origine per tutti i prodotti è al momento all’esame del Consiglio europeo, ma alcuni paesi del Nord Europa vorrebbero stralciarla perché manca la valutazione di impatto dell’articolo stesso. Alla richiesta della presidenza italiana di avviare lo studio sull’analisi dell’impatto, la commissione Ue ha dato subito il proprio assenso ed è partita la consultazione degli stakeholder dei settori interessati ai quali è stato inviato un questionario a tema. Il Mise, da parte sua, ha avviato tutte le iniziative per fornire gli elementi utili e agevolare l’adozione del regolamento comprensivo della norma quale ulteriore requisito di tracciabilità per prodotto e produttore. “Al momento – ha detto la Vicari – non sono ancora pervenuti aggiornamenti sull’analisi d’impatto dell’articolo 7. La relazione sugli esiti della consultazione, infatti, non è stata ancora resa pubblica”. Insoddisfatta la deputata che aveva presentato l’interrogazione: secondo la Ricciatti il governo non si è adoperato abbastanza durante il semestre di presidenza italiana e dovrebbe combattere in modo più deciso “l’economia nera che vive e prolifera in Italia”.
