No tobacco day – Giovani e fumo, il convegno organizzato dall’Istituto nazionale tumori. Intervenire per le sigarette come per i vaccini

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Il fumo passivo è più dannoso di quello attivo. Il No tobacco day – celebrato ogni anno il 31 maggio – della Fondazione Istituto nazionale dei tumori di Milano ha puntato il dito contro la nicotina, “una droga tremenda”, incoraggiando una sala piena di studenti delle scuole secondarie superiori a “non farsi trascinare dal gruppo” e a non accendere la prima sigaretta (o a smettere).

Ad animare i circa 300 ragazzi (alcuni dei quali sono stati premiati per aver realizzato delle campagne grafiche contro il fumo), Andrea Ligresti, giornalista del programma televisivo Le Iene che ha detto di non aver “mai fumato e bevuto un caffè” perché ha sempre “odiato l’odore che emanano e che riempivano il bar di famiglia quando era piccolino”.

A fare da padrone di casa Roberto Boffi, pneumologo protagonista di due video esclusivi firmati dalle Iene e dal programma diMartedi su La7 che ha riassunto l’impatto negativo del fumo di sigaretta per l’aria e la salute di fumatori e astanti. Luigi Cajazzo, DG della Fondazione IRCCS, ha sottolineato la centralità della ricerca per la cura dei tumori affermando che è ormai “comprovato che il fumo è correlato al cancro“. Da qui l’importanza della prevenzione anche per il sistema sanitario italiano che “è una eccellenza e va difeso è reso sostenibile evitando di ammalarci e fumare vuol dire ammalarci”. Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Istituto ha spiegato che “non basta non fumare per non essere fumatori”. La sigaretta crea dipendenza ed “è ingegnerizzata per farlo”. Christian Chiamulera, farmacologo dell’Università di Verona ha spiegato che accendendo una sigaretta “continuiamo ad esporci ad una sostanza che porta modifiche al cervello“. La nicotina “attiva le vie del piacere, è la droga perfetta”. Il farmacologo ha quindi esposto un nuovo approccio attraverso il “Progetto virtual reality” che con una simulazione “siamo in grado di poter capire quali sono le situazioni urbane a rischio o non a rischio che influenzano i fumatori”. Chiamulera ha annunciato che è in corso uno studio sugli ambienti domestici per renderli “risk free” per i fumatori (ossia non stimolanti) e per i non fumatori. Anche se fumiamo in balcone portiamo negli ambienti interni fumo di terza o quarta mano“. Bisognerebbe fare sul fumo quanto è stato fatto per le vaccinazioni: “vaccinare i bambini fa bene e una copertura alta fa bene alla comunità. Sulla sigaretta la stessa cosa: se abbassiamo il numero di fumatori abbassiamo il danno sul singolo e sulla comunità“.

Sulla sigaretta elettronica, Boffi ha ricordato che viene usata spesso per smettere di fumare o come alternativa all’iniziazione della tradizionale di tabacco. In America, ha fatto sapere il medico, il 13 per cento degli studenti delle scuole superiori usa abitualmente le e-cig, si tratta di dati “triplicati in poco tempo” che paventano il rischio di “creare una generazione di nuovi dipendenti dalla nicotina assunta in varie maniere, come il vapore o la combustione”. I fumatori duali sono un altro problema per i pneumologi in quanto circa il 70 per cento dei fumatori svapa. Per Boffi inoltre c’è stato un peggioramento dell’aria indoor con le ecig in quanto ci sono metalli pesanti come ad esempio il nichel che è in una concentrazione maggiore nelle elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali. La raccomandazione di Boffi è una per chi usa le e-cig: “usatele per smettere e non indoor“, anche perché “lo Stato non ha ancora introdotto il divieto di fumo elettronico nei luoghi chiusi e noi attendiamo un provvedimento”. Chiamulera ha evidenziato che “non ci sono dati che dicono che la sigaretta elettronica sia un sistema per smettere di fumare. La dipendenza rimane anche se apparentemente è meno dannosa. La domanda però non cambia: perché essere dipendenti da una sostanza?”.

Boffi ha concluso citando un progetto di collaborazione e ricerca con i farmacisti dal titolo “Spegnila e respira” e punta ad occuparsi di malattie croniche già in farmacia.

 

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