Riforme costituzionali: prove di dialogo tra le anime del Pd, Grasso fiducioso. Senatori dem all’attacco dei 5 Stelle assenti

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senatoProve di distensione all’interno del Partito democratico sul ddl di riforma costituzionale all’esame del Senato. Ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi si era detto disponibile a ragionare su eventuali modifiche al testo nel quale, considerata intoccabile la norma sulla non elettività diretta (articolo 2), potrebbe trovare posto l’indicazione dei consiglieri-senatori da parte dei cittadini. Un ramoscello d’ulivo raccolto di buon grado da Pier Luigi Bersani:Sarebbe davvero una buona cosa“, ha commentato l’ex segretario del Pd ed esponente di spicco della minoranza dem. Se le due anime del Pd riusciranno a trovare un punto di incontro lo si capirà soltanto lunedì quando si terrà la Direzione del partito convocata da Renzi per discutere delle riforme. Oggi intanto la discussione generale sul disegno di legge è proseguita in un’Aula semideserta e tra le polemiche. L’assenza di moltissimi parlamentari è stata argomento di scontro tra il Pd e il Movimento  5 Stelle. Alcuni senatori dem hanno colto l’occasione per denunciare via Twitter l’assenza di gran parte dei pentastellati che ieri avevano ironizzato sui trolley dei colleghi già pronti per la fuga del fine settimana (in Parlamento i lavori si svolgono, salvo rare eccezioni, dal martedì al giovedì). L’esame del testo è stato sospeso all’ora di pranzo di oggi e riprenderà martedì, mentre la discussione generale si dovrebbe concludere mercoledì 23 quando (alle 9) scadrà anche il termine per la presentazione degli emendamenti. Nel pomeriggio, a margine di un convegno sul giudice vittima di mafia Rosario Livatino a Montecitorio, il presidente del Senato Pietro Grasso si è detto fiducioso circa un’intesa sulle riforme “anche in zona Cesarini“.

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