Riforme: è battaglia al Senato, previsto “canguro” su emendamenti. Opposizioni in trincea: è “truffa” e “macelleria parlamentare”

in Parlamento


Senato

Battaglia in punta di regolamento per l’esame del ddl sulle riforme costituzionali, sul quale oggi sono cominciate le operazioni di voto (ieri l’illustrazione degli emendamenti). Il presidente Pietro Grasso ha ammesso 19 votazioni segrete sull’articolo 1, quello sulle funzioni delle Camere, decidendo però una sforbiciata alle proposte di modifica a questa parte del testo e ammettendo al voto solo quelle che cambiano o sopprimono il comma 5, l’unico che è stato emendato dalla Camera in seconda lettura. Ma da 19, i voti segreti (che potrebbero trasformarsi in una trappola per la maggioranza) dovrebbero ridursi a uno solo: con l’emendamento firmato dal dem Roberto Cociancich (membro della commissione Affari costituzionali, referente sul testo) che riscrive totalmente l’articolo 1 e che farebbe automaticamente decadere, se approvato, tutte le richieste di modifica su cui è stata ammessa la votazione segretail Pd ha blindato il cuore del disegno di legge. In piedi resterebbe l’emendamento a firma del leghista Roberto Calderoli (1.602), toccato solo in parte dalla richiesta di voto nel segreto dell’urna e che potrebbe essere votato per parti separate. L’intenzione sarebbe poi quella di mettere al voto la modifica Conciancich insieme all’emendamento di Anna Finocchiaro (presidente dem della Affari costituzionali) sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza, gli unici su cui il governo ha espresso parere favorevole e che recepiscono l’intesa con la minoranza Pd. Se approvate, le due modifiche – che attribuiscono al Senato alcune funzioni che erano state cancellate durante il passaggio alla Cameradiventano un “canguro” perché fanno decadere la maggior parte degli emendamenti ammessi (circa 800mila sugli 82 milioni di modifiche presentate), eliminando di fatto le altre votazioni, comprese quelle a scrutinio segreto. Le opposizioni hanno parlato di truffa e attentato alla democrazia (Calderoli e Sel), di macelleria parlamentare (la fittiana Cinzia Bonfrisco), di trappola (Movimento 5 Stelle). Il voto finale è previsto per il prossimo 13 ottobre, le sedute dell’Aula proseguono ad oltranza.

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