Economia circolare, le proposte del PD: addio discariche, trasformare spreco in risorse

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La scarsità delle materie prime incide sulla competitività dei Paesi, per questo serve un’economia circolare che punti sulla trasformazione dello spreco in risorsa. Così l’europarlamentare dem Simona Bonafè, relatrice del pacchetto Ue che potrebbe cambiare il modo di produrre e consumare, ieri a Roma con i colleghi del Pd, i deputati Ettore Rosato e Chiara Braga, la sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo e il senatore Stefano Vaccari hanno fatto il punto anzi il cerchio sulla situazione a Bruxelles e in Italia.

Per quanto riguarda l’iter legislativo delle proposte di modifica alle direttive europee su rifiuti, discariche, imballaggi, Raee, pile e accumulatori, è da poco scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti presso la Commissione ENVI del Parlamento europeo. “Sono più di 1500 le proposte depositate dagli europarlamentari“, la “discussione prenderà il via subito dopo la pausa estiva, mentre la votazione degli emendamenti avrà luogo a novembre“. Per il negoziato con il Consiglio Ue “dobbiamo attendere” ha affermato Bonafè, sottolineando però che “noi siamo pronti” e che “abbiamo chiaramente richiesto al Parlamento che non si seguano i tempi dell’Ue“. La dem punta a trovare una sintesi su alcune modifiche per velocizzare le votazioni e in generale tra i goals attesi vi è una affermazione dei temi della prevenzione dei rifiuti e del mercato delle materie prime secondarie.

Per Bonafè il “male assoluto” sono le discariche, “da superare con ulteriore abbassamento dell’obbligo attuale per il conferimento al di sotto del 10%“. L’Italia sul fronte rifiuti “non è la Cenerentola d’Europa” ha detto la relatrice del pacchetto sull’economia circolare, “in quanto vi sono casi virtuosi, ad esempio, di gestione dei pneumatici e dei rifiuti organici”. L’unico anello che manca al nostro Paese per essere best practice “è trasformare le eccellenze in sistema“.

Anche la sottosegretaria Velo ha evidenziato come in Italia ci siano tantissime “idee di imprese che hanno la tecnologia a favore, ma il quadro finanziario e legislativo contrario”. Il ministero dell’Ambiente è a lavoro sui decreti attuativi previsti dalla legge sulla green economy tra i quali Velo ha citato solo quelli sugli appalti verdi e sui sottoprodotti. “Sulla gestione degli imballaggi va fatta una riflessione mentre un’altra sfida è l’utilizzo dei fondi strutturali“.

Il senatore Stefano Vaccari, relatore di una delle proposte di modifica di direttive Ue durante l’esame in commissione Ambiente di palazzo Madama ha sollecitato pubblicamente il governo a dar corso velocemente all’emanazione dei provvedimenti previsti. Allo stesso tempo, il dem ha fatto da pungolo all’esecutivo anche su altro tema: “Si garantirà la stabilizzazione ecobonus nella legge di stabilità per i prossimi 3 anni?”

Da Chiara Braga, responsabile Pd Ambiente ha quindi chiesto ai colleghi di partito in Italia e a Bruxelles di avere un po’ di “sano strabismo: guardare ai bisogni di oggi, ma anche a cosa avverrà domani”. In questa ottica, secondo Braga sarà fondamentale seguire i lavori della ENVI nei prossimi mesi stoppando una eventuale revisione della normativa sui rifiuti che sarebbe “controproducente”.

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